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I dividendi delle banche? In tempi di lockdown gli investitori siano pazienti come tutti i cittadini

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Nei giorni dei nuovi lockdown, da parte delle grandi banche europee c’è’ una forte pressione perché’ la Vigilanza Bce sblocchi il divieto temporaneo alla distribuzione dei dividendi relativi ai bilanci del 2019. Lo stop alla distribuzione delle cedole era stato deciso nella primavera del 2020 per non ridurre i buffer di capitale delle banche, alle prese con un crollo dell’attività’ economica dalle conseguenze imprevedibili.

Si trattava di una delle tante misure straordinarie varate in Europa dalle Autorità’ (Ue, Bce, Governi) per arginare una crisi che tutti hanno definito come la peggiore degli ultimi cento anni in tempi di pace. Per restare in ambito bancario, lo stop ai dividendi si è’ sommato a strumenti come le moratorie sui crediti, i prestiti garantiti dagli Stati, le deroghe Ue stabilite nel quick fix per agevolare il trattamento dei crediti a rischio dei bilanci bancari, le maxi iniezioni di liquidita’ concessa da Bce alle banche attraverso le aste Tltro. E viaggia di pari passo con le richieste che l’industria bancaria sta chiedendo a Bruxelles in queste settimane per il 2021: la sospensione del calendar provisioning e il rinvio delle nuove definizioni di default.

Una serie di provvedimenti che riflettono la straordinarietà’ della crisi in atto. Stona, in questo contesto, l’idea che le banche possano privarsi di prudenziali buffer di capitale per remunerare gli azionisti. Non siamo in una fase ordinaria, non esiste visibilità’ su durata e ampiezza della crisi, e non si possono chiedere deroghe regolamentari eccezionali per poi pagare dividendi come se fosse un periodo di “business as usual”.

La seconda ondata dei contagi del Covid 19 sta determinando nuovi lockdown in tutta Europa con conseguenti nuovi rallentamenti della crisi economica. E imprevedibili sono le conseguenze sui crediti a rischio che richiederanno accantonamenti nei bilanci delle banche. Certo, si dovrebbe distinguere tra chi ha solidita’ patrimoniale e può’ far fronte a perdite su crediti e contemporaneamente remunerare gli azionisti. Ma si tratta di poche eccezioni, mentre per molte altre banche già’ si delinea l’eventualità’ di dover procedere ad aumenti di capitale per tamponare una crisi dalle conseguenze imprevedibili.

A dicembre la Vigilanza della Bce tornera’ a esaminare il caso “dividendi”. Non ci sarà’ da meravigliarsi se il blocco dovesse esser confermato. Nel pieno della seconda ondata della pandemia, anche ad azionisti e investitori delle banche e’ richiesta la stessa pazienza dei cittadini che sono alle prese con i lockdown.