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UniCredit, la nomina di Padoan e la “Task Force” ignota agli azionisti

</span></figure></a> L’ex ministro Padoan
L’ex ministro Padoan

Chi decide le nomine al vertice del gruppo UniCredit? E attraverso quali organi sociali si è’ arrivati alla scelta dell’ex ministro Pier Carlo Padoan come presidente designato? La comunicazione ufficiale che ha annunciato al mercato la sua nomina recita così’. “UniCredit rende noto che oggi, 13 ottobre 2020, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto di una Task Force composta di amministratori indipendenti guidata dal Vice Presidente Lamberto Andreotti, ha cooptato all’unanimità il Prof. Pier Carlo Padoan quale amministratore non esecutivo, dopo averlo identificato come miglior candidato per la posizione di Presidente di UniCredit per il prossimo mandato (2021-2023). Lo stesso resterà in carica come consigliere fino all’assemblea chiamata ad approvare il bilancio di esercizio 2020 e a rinnovare l’intero Consiglio di Amministrazione”.

Nelle procedure ufficiali di nomina dei consiglieri, la Task Force non esiste formalmente tra gli organi societari. Le regole prevedono che la responsabilità’ della scelta degli amministratori sia del consiglio di amministrazione, che si avvale dei lavori preparatori a cura del comitato corporate governance e nomine. Il quale, a sua volta, può’ avvalersi del contributo esterno di una società’ di head hunter per la preselezione dei candidati.

Che ruolo ha dunque questa “Task Force”, finora sconosciuta agli azionisti della public company UniCredit? E chi ne fa parte? La banca finora non ha comunicato la sua composizione. Un’informazione quantitativa l’ha fornita lo stesso Padoan in un’intervista al Corriere della Sera del 6 dicembre in cui ha affermato che la sua nomina e’ arrivata al termine di un “processo trasparente e rigoroso, gestito da una task force di quattro consiglieri indipendenti”. Ma i nomi dei consiglieri che compongono la Task Force e che hanno gestito la sua nomina restano riservati.

Nessuno dubita che il processo di selezione dei candidati sia avvenuto con correttezza, ma forse sarebbe opportuno chiarire al mercato e agli azionisti proprietari della banca come e perché’ agli organi societari ufficiali si è’ aggiunta un’entita’ decisionale dalla composizione ignota. Legittimamente il professor Padoan, che vanta un curriculum di esperienze internazionali di grande rilievo all’Ocse e al Fmi, esclude che la sua nomina sia di natura politica. Ma non si può’ certo chiedere a lui di spiegare le procedure con cui in UniCredit si è’ arrivati alla sua nomina.

Al presidente in carica Cesare Bisoni, che resta tuttora il massimo rappresentante degli azionisti, il compito di dare qualche spiegazione. Anche per capire se la Task Force si occuperà’ pure di una scelta delicata come del nuovo ceo.

  • Andrea Agrelli |

    In qualità di azionista e correntista penso sia naturale e logico interessarsi di come funziona l’istituto e quindi anche capire come venga nominato il Presidente destinato a rappresentarlo
    Grazie

  • Prof. Filippo Munafò |

    Grazie e buon lavoro

  • Domenico |

    Comunico alla Task Force che, in completo disaccordo con la decisione assunta, nel più breve tempo possibile trasferirò quanto depositato in Unicredit presso altro Istituto di credito.

  • Gaetano |

    Ma cosa ci sia da capire non e’ dato di sapere. In Unicredit da tempo immemorabile il pd la fa da padrone e soprattutto gli organi di controllo dell’operato delle banche tacciono o di sottecchi collaborano. E’ reato o mala gestione ? E come mai il massimo organo di gestione ( nominato da chi?) Tace? Siamo ormai da molto tempo in mano alla malavita che ,ha indossato gli abiti della politica e il silenzio dei fabricati romani che contano.

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