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La liquidita’ infinita delle banche centrali e i bond decennali della Grecia all’1%

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Il rapporto tra debito pubblico e Pil della Grecia era del 180% a fine 2019 e post Covid e’ atteso salire oltre il 200% nel 2020. Ma i rendimenti dei titoli di Stato decennali di Atene sono attorno all’1%. E’ forse questo il segnale più’ evidente dell’efficacia della politica monetaria della Bce e delle attese positive scatenate dal Recovery Fund dell’Unione Europea. Ma e’ anche la manifestazione più’ evidente di quanto i mercati siano “dopati” dalle iniezioni di liquidita’ delle banche centrali mondiali, dall’era dei tassi negativi che porta gli investitori a cercare ovunque rendimenti (rischiosi) purché’ abbiano il segno positivo.

Niente pare più’ rischioso. Ne’ i bond dei Paesi sovrani e delle società’ iperindebitate, ne’ le quotazioni azionarie delle società’. Tutte le altre asset class di riferimento si apprezzano, dall’oro ai prezzi delle case, perché’ tutto pare diventato un bene rifugio (BTp compresi).

Ma quanto può’ durare? Prima o poi ci sarà’ il ritorno alla realtà’? E’ scontato dire che prima o poi accadrà’. Fonti finanziarie contattatate da questo blog ritengono che il new normal e’ lontano da venire. Il meccanismo di liquidita’ artificiale che si è’ creato e’ praticamente impossibile da interrompere senza provocare disastri finanziari con ricadute economiche peggiori di quelle che ora si stanno cercando di tamponare. Non dimentichiamo che il “doping” monetario della Bce ormai va avanti da quasi dieci anni, e lo stesso vale per la Fed. Per non parlare della Bank of Japan che, ormai, lo ha istituzionalizzato.

Secondo le teorie economiche, prima o poi dovrebbe essere l’inflazione a far cambiare la politica monetaria. Ma l’inflazione, da più’ di dieci anni, e’ scomparsa e nessun economista sa se e quando riapparira’.

L’impressione è che, aldilà’ delle dichiarazioni di qualche “falco” della Bce o della Fed, le politiche monetarie di tutte le banche centrali continueranno a essere ultraespansive ancora per alcuni anni. Non per scelta, ma perché’ nessuno – al momento – intravede alternative. A meno di shock imprevisti ed imprevedibili.