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UniCredit, Mustier lascia ad Orcel dopo un crollo dei ricavi del 12%

</span></figure></a> Jean Pierre Mustier ed Elkette
Jean Pierre Mustier ed Elkette

Per due mesi Ranieri De Marchis sara’ in UniCredit quello che Vito Crimi e’ da un po’ di tempo per il Movimento 5Stelle: il reggente. Ruolo quantomai scomodo, soprattutto in banca, perché’ si hanno tutte le responsabilità’ ma non si può’ muovere uno spillo. In condizioni ordinarie la caotica transizione gestita dal board uscente di UniCredit forse sarebbe filata via liscia. Ma l’attuale situazione è’ tutt’altro che ordinaria e, tra l’annuncio a inizio dicembre dell’uscita del ceo Jean Pierre Mustier e l’insediamento a metà’ aprile del suo successore Andrea Orcel, la vacatio di potere durerà’ quasi sei mesi. Troppi perché’ la “macchina” organizzativa e commerciale della banca non risenta del vuoto al vertice. Una macchina che peraltro, come più’ volte sottolineato su Bankers & co., viaggia col freno a mano tirato da almeno due anni per scelta del ceo uscente Mustier che molto si è’ preoccupato del deleverage e della riduzione degli Rwa e poco della dinamica dei ricavi.

Gli analisti finanziari continuano a guardare al livello di Cet1, aumentato sensibilmente durante la gestione Mustier, e alle promesse di buy back e dividendi futuri. L’ultimo comunicato che lascia in dote l’ex ceo Mustier ribadisce che UniCredit ha un obiettivo di utile netto di 3 miliardi per il 2021. Vedremo che target indicherà’ Orcel, ma intanto la banca ha chiuso il 2020 con una perdita netta contabile di 2,8 miliardi dopo svalutazioni e accantonamenti straordinari.

Più’ della bottom line, il vero problema di UniCredit è’ il crollo dei ricavi che nell’ultimo trimestre del 2020 sono addirittura precipitati del 12% rispetto al corrispondente trimestre del 2019 (dato peggiore tra le banche italiane). Con caduta del margine di interesse, ma anche delle commissioni. Segno che la banca, soprattutto in Italia ma non solo, e’ ferma per scelta strategica. L’ex investment banker Orcel, che speriamo non ripeta il modello one-man-bank dell’era Mustier, forse avra’ bisogno di un aiuto sul commercial banking. E se il 2021 non dovesse iniziare bene, nessuno dia la colpa al soldato De Marchis.