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Con la seconda ondata del Covid, ricrollano i consumi. Ma la Borsa (per ora) guarda solo ai nuovi stimoli di Bce

</span></figure></a> I dati Bankitalia su contagi e consumi
I dati Bankitalia su contagi e consumi

La seconda ondata del Covid e’ ormai una realtà’ per l’Europa e per l’Italia. La nuova emergenza sanitaria e’ ormai cronaca quotidiana e c’è’ il timore che, come già’ accadde 100 anni fa ai tempi della “spagnola”, la seconda ondata sia peggiore della prima.

Alla maxi diffusione dei contagi, tutti i Governi europei stanno rispondendo con misure di contenimento, lockdown parziali, chiusura temporanea di alcune attività’, coprifuoco serali. L’impatto negativo sull’economia ci sarà’, ma e’ ancora difficilmente misurabile. Una prima stima degli analisti di Citigroup prevede che in Europa la crescita economica nel quarto trimestre del 2020  flettera’ almeno dello 0,5% rispetto alle precedenti previsioni. Molto dipenderà’, oltre che dagli effetti diretti della chiusura delle varie tipologie di attività’, dalla reazione psicologica che il nuovo “allarme” avra’ sulla propensione ai consumi da parte dei cittadini. Non si parla (per ora) più’ di lockdown generalizzato, ma tornano gli inviti delle autorità’ a “stare a casa”. E in alcune categorie di persone scatta la paura.

A prescindere dalle varie misure restrittive o di chiusura di attività’, esiste una correlazione diretta tra numero dei contagi e propensione ai consumi. A misurarla e’ stata la Banca d’Italia che, in una indagine sugli effetti della pandemia pubblicata in ottobre nel bollettino economico, ha evidenziato che “nei prossimi tre mesi oltre il 30 per cento delle famiglie italiane pensa di ridurre ulteriormente i consumi non durevoli; la contrazione della spesa interessa anche circa un quinto dei nuclei che non si aspettano di dovere fronteggiare perdite in futuro”.  L’evoluzione della pandemia incide sui comportamenti di consumo delle famiglie a causa sia delle preoccupazioni per la salute, sia del calo del reddito disponibile. Secondo l’indagine di Bankitalia, “la quota di famiglie che ridurrebbe gli acquisti in negozi di beni essenziali (come gli alimentari) o le spese non essenziali (ad es. per alberghi, bar e ristoranti) risulta crescente all’aumentare del numero dei contagi ipotetici nella regione ed è più alta per i nuclei che hanno subito un calo del reddito familiare dall’inizio della pandemia”. L’effetto sui consumi del rischio di contagio e’ più marcato per le spese considerate non essenziali: “circa un terzo delle famiglie ridurrebbe gli acquisti in negozi di alimentari e di altri beni essenziali se i contagi giornalieri nella propria regione fossero più di 1.000 – si legge nell’indagine Bankitalia – la stessa quota non spenderebbe più per alberghi, bar e ristoranti anche in una situazione epidemiologica molto più favorevole (meno di 10 contagi giornalieri)”.

Ormai in tutte le principali regioni italiane i contagi giornalieri hanno superato quota mille e la propensione ai consumi si sta riducendo sempre più’. Inevitabili gli effetti sul Pil che, In Italia come in tutta Europa, rallenterà’ la ripresa nel quarto trimestre dopo il forte recupero del terzo (venerdì 30 ottobre l’Istat diffonderà’ i dati relativi al periodo luglio-settembre).

A fronte di una nuova “gelata” dell’economia, intanto le Borse proseguono allegramente il loro cammino. Apparentemente scollegate dal nuovo preoccupante andamento dell’economia reale. I mercati puntano su nuovi pacchetti di stimoli fiscali da parte dei Governi nazionali (negli Usa sono in arrivo) e su nuove iniezioni straordinarie di liquidita’ dalle banche centrali. In Europa la Bce tornera’ a riunirsi giovedì’ 29 ottobre e le attese sono per un’apertura a ulteriori interventi da realizzarsi poi nella riunione di dicembre e mantenere per tutto il 2021. L’emergenza continua, ma prima o poi finirà’. E c’è’ il serio rischio che ne parta una nuova, economica e di finanze pubbliche, per i Paesi più’ deboli.