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Recovery Fund e Bce, le tre donne che hanno evitato la crisi dell’euro

</span></figure></a> Christine Lagarde, Angela Merkel e Ursula von der Leyen
Christine Lagarde, Angela Merkel e Ursula von der Leyen

Anche i grandi investitori, come la politica, si dividono sulla reale portata del Recovery Fund varato dall’Unione europea. C’è’ chi parla di “game changer” e chi di compromesso minimo. Su un punto pero’ tutti gli analisti delle banche d’affari internazionali concordano: senza Recovery Fund (e senza il bazooka di Bce) l’Europa rischiava una nuova e grave crisi dell’euro. Forse quella più’ devastante. “Vediamo l’accordo più’ come una dimostrazione dell’intento di sopravvivere dell’Europa e meno come il genuino intento di svilupparsi uniti – commentano gli analisti di Citigroup – ma l’accordo ha il merito di eliminare ogni rischio di break up per un futuro prevedibile”.

Anche gli analisti di Morgan Stanley evidenziano, nell’analizzare le prospettive valutarie, come l’indice che misura le probabilità’ di un break up dell’euro sia sceso al 15% (dal 70% del luglio 2012) proprio per il diverso atteggiamento dell’Unione europea nel gestire questa crisi rispetto a quella precedente. Ma a differenza di Citi, Morgan Stanley considera l’accordo sul Recovery plan un “game changer” per l’Europa perché’ “supporta una ripresa sincronizzata è una più’ forte crescita economica per un lungo periodo, rendendo l’unione monetaria più’ stabile e l’euro più’ attraente”.

A guidare la svolta rispetto alla gestione delle crisi precedenti e’ stata la cancelliera tedesca Angela Merkel che, ignorando le critiche ricevute in Germania, ha spinto fin dall’inizio perché’ si arrivasse alla svolta del debito comune europeo. Un ruolo di rilievo lo ha avuto anche la neo presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha voluto inserire gli aiuti nel bilancio pluriennale dell’Unione facilitando l’intesa e promuovendo gli investimenti nella green economy. Se l’euro ha superato anche questa fase difficile, merito va anche alla Bce presieduta da Christine Lagarde che, dopo una gaffe iniziale, ha varato un maxi piano straordinario di acquisti di titoli di Stato per mantenere basso il costo dell’indebitamento pubblico e privato.

Tre donne (Merkel, Von der Leyen, Lagarde) si sono trovate per la prima volta a ricoprire contemporaneamente ruoli apicali e sono riuscite a evitare che l’Europa vivesse la fase più’ difficile dalla nascita dell’euro. Forse è’ casuale. O forse no.