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Ubi, dopo l’uscita di Massiah Intesa Sanpaolo pronta a schierare Micciche’

</span></figure></a> Il banchiere Gaetano Micciche’
Il banchiere Gaetano Micciche’

Sarà con ogni probabilità l’attuale presidente di Banca Imi Gaetano Micciche’ a guidare Ubi Banca nel periodo di interregno che, dopo il successo dell’Opas, porterà’ alla fusione per incorporazione di Ubi in Intesa Sanpaolo. Miccichè, come riportato dal quotidiano Il Messaggero, potrebbe essere cooptato nel cda di Ubi in tempi rapidi, probabilmente gia’ giovedì 6 agosto, dopo che l’attuale amministratore delegato Victor Massiah ha rassegnato le dimissioni già’ nel corso del consiglio di amministrazione che lunedì’ 3 agosto ha approvato i conti del secondo trimestre. La nomina del nuovo ceo di Ubi sara’ poi confermata a fine settembre-inizio ottobre, quando si terrà l’assemblea dei soci per nominare il nuovo cda di Ubi targato Intesa Sanpaolo, che avra’ il compito di amministrare la banca fino alla fusione.

La battaglia, che e’ stata più’ cruenta di quanto sia apparso all’esterno, e’ finita. E Massiah, che l’ha combattuta in prima persona, ha preso atto dell’esito e con coerenza ha fatto sapere ai suoi collaboratori di preferire lasciare da subito la cabina di comando a un manager designato dal nuovo azionista di maggioranza. E’ molto probabile invece che alla attuale presidente di Ubi Letizia Moratti venga chiesto di rimanere per garantire una transizione ordinata.

Micciche’ e’ banchiere di lungo corso e, dopo una carriera che lo ha visto alternare ruoli in banca e da manager aziendale, e’ approdato in Intesa quando amministratore delegato era Corrado Passera che lo chiamo’ per guidare Banca Imi. Durante il periodo dell’Ops di Intesa su Ubi, poi diventata Opas, Miccichè’ si è’ speso molto per illustrare i vantaggi dell’offerta ai vari stakeholders di Ubi Banca, sia tra le famiglie di imprenditori di Brescia e Bergamo sia nei territori delle due Fondazioni di Cuneo e Pavia. A breve toccherà’ a lui, pilotare l’integrazione di Ubi in Intesa Sanpaolo e gestire la partita della cessione delle filiali, richiesta dall’Antitrust, al gruppo Bper.

  • Fabio Fanucci |

    Il 27,6% era il premio implicito dell’iniziale offerta di scambio di Intesa sul prezzo di chiusura dell’azione UBI della seduta di borsa di venerdì 14 febbraio, precedente l’annuncio dell’offerta (lunedì 17 febbraio sera). Il prezzo di chiusura del 14 febbraio infatti era di €2,502 per l’azione Intesa e di € 3,333 per UBI. Pertanto, nella prima offerta (di scambio, OPS) si proponeva all’azionista UBI di ricevere 1,7 (17/10) azioni Intesa per ogni azione UBI detenuta: cioè €2,502 *1,7 = €4,253 in cambio di € 3,333. Vale a dire un premio del 27,6% (€4,253/ €3,333 -1). Ovviamente, subito dopo l’annuncio, cioè il 18 febbraio mattina, le azioni UBI sono schizzate in borsa da € 3,333 ad un valore prossimo a quello implicito nell’offerta: il 18 febbraio hanno chiuso infatti a €4,31 (vs. €4,253 implicito nell’offerta).

  • Mario Carone |

    Non ho ancora capito il premio del 27,60% nel concambio tra 10 (az. Ubi) e 17 azioni (BI). Qualcuno me lo vuole spiegare per favore?

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